Ottombrino, il folletto che dipingeva la natura
Sotto il cappello di un grande fungo rosso a pois bianchi, viveva un piccolo folletto di nome Ottombrino. Con il suo pennello magico, Ottombrino amava dipingere la natura con sfumature d’oro, rame e porpora.
Quando chiamava a sé il Vento del Nord, le foglie danzavano nell’aria, simili a un volo di farfalle colorate.

Quando la luce si ritira e il bosco si spoglia
Ma man mano che i giorni passavano, il sole iniziava a ritirarsi presto e la foresta diventava sempre più spoglia e silenziosa. Gli animali del bosco si radunarono attorno al fungo di Ottombrino, con gli sguardi tristi e impauriti per l’arrivo dell’ombra e del freddo.
“Ottombrino,” disse lo scoiattolo, “i colori stanno scomparendo e la luce sta morendo. Perché ci porti il buio?”
Ottombrino sorrise con dolcezza, mise via il pennello e rispose:
Il buio non è assenza di luce
“I colori che ho dipinto non stanno scomparendo, si stanno solo trasferendo all’interno.
“Il buio non è assenza di luce, è il grembo che custodi i semi per la prossima primavera.
“Se la natura continuasse a fiorire senza sosta, si esaurirebbe. Le giornate si accorciano perché la terra ha bisogno di riposare, e così anche voi.
“Il freddo vi invita a tornare nelle tana, a fare silenzio, ad ascoltare ciò che avete dentro. Non temete l’ombra: è solo la notte necessaria affinché ogni nuovo inizio possa nascere forte e profondo.”
Il sacro riposo della natura
Gli animali compresero. Guardando le ultime foglie danzare nel vento, non videro più la fine di qualcosa, ma l’inizio del loro sacro riposo.