Che cos’è la disregolazione emotiva?
In termini scientifici e clinici, la disregolazione emotiva è l’incapacità di gestire e modulare le proprie risposte emotive in modo funzionale rispetto al contesto.
A livello cerebrale, la disregolazione avviene quando il sistema limbico (in particolare l’amigdala, la centralina delle emozioni) prende il sopravvento sulla corteccia prefrontale (la parte razionale che pianifica e frena gli impulsi).

Perchè la disregolazione dei bambini mette in crisi i genitori
- Confondere una difficoltà oggettiva e fisiologica per un capriccio: molto spesso i bambini di età 6-7 anni, vengono socialmente percepiti come “grandi” e, di conseguenza, i genitori si aspettano che le crisi con pianti, urla e rabbia esplosiva siano ormai un ricordo lontano. In realtà a quell’età, come abbiamo già detto, la corteccia prefrontale è ancora un “cantiere aperto” : è come se il “volume” dell’emozione fosse al massimo e il tasto per abbassarlo fosse momentaneamente rotto. Non si tratta, quindi, di una “mancanza di educazione”, ma di una difficoltà neurobiologica reale del bambino nel riportare l’intensità di un’emozione (rabbia, tristezza, frustrazione) a un livello gestibile. Il bambino non lo fa apposta! Ha una difficoltà che è fisiologica. Prendere coscienza di questa realtà aiuta già il genitore a sentirsi meno frustrato.
- Incapacità di autoregolazione dell’adulto: nella maggior parte dei casi, anche gli adulti hanno difficoltà ad autoregolarsi. La nostra generazione (e quelle precedenti) è cresciuta in un’epoca in cui le emozioni forti venivano represse o punite. Ci è stato detto “non piangere”, “non fare il tragico”, “vai in camera tua finché non ti calmi”. Da bambini non abbiamo quindi imparato a stare nell’emozione, ma a scacciarla o temerla!
- Il “Cervello Rettiliano” sotto stress cronico: viviamo in uno stato di iper-attivazione del sistema nervoso. Lo stress del lavoro, la mancanza di riposo tengono la nostra amigdala (la centralina della paura) sempre accesa. Quando siamo stressati, la nostra “finestra di tolleranza” si restringe. Basta una scintilla (il “no” del bambino) per farci uscire da quella finestra e farci reagire d’impulso, proprio come farebbe nostro figlio!
Kit di pronto soccorso emotivo

Cosa fare praticamente nel momento in cui il bambino “esplode” in una crisi di rabbia:
Stop: Fermati tu, respira, non urlare.
Connettiti: Passaggio fondamentale: il bambino sente la tua tensione. Percepisce che vuoi che la crisi passi velocemente e questo causa maggior agitazione. Durante una crisi il bambino non cerca spiegazioni razionali, cerca sicurezza.
Regola:
- Aiutalo a scaricare la rabbia fisicamente: non è raro che in quei momenti il bambino tenti di picchiarti o voglia lanciare oggetti in aria. Proponi di scaricare la rabbia su un cuscino, ad esempio. Questo non deve avvenire durante la crisi, deve essere una spiegazione data a posteriore, una volta che è calmo. Puoi dire “la prossima volta scarichiamo la rabbia qui ok?”
- Il metodo dell’acqua: Il “Metodo dell’Acqua” è uno degli strumenti più efficaci e immediati nel parent coaching e nella visione olistica, perché non agisce sul ragionamento (che in quel momento è “spento”), ma interviene direttamente sul sistema nervoso autonomo. È una tecnica di “reset sensoriale”. Offrire un bicchiere d’acqua fresca o proporre di lavare le manine con acqua fredda è il modo più semplice per interrompere il loop del pianto o delle urla.
L’importanza della Mindfulness

Concludiamo l’articolo con il sottolineare quanto praticare la mindfulness possa essere per il genitore strumento di regolazione emotiva fondamentale. Vi fornisco due esercizi semplici da mettere in pratica durante una crisi nervosa di vostro figlio:
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